Adozione internazionale : la normativa

Ruolo e funzioni dell'ente autorizzato

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L'adozione di un minore richiede per la complessità dell'evento, l'intervento congiunto di tutti coloro che operano nel settore- magistrati, operatori psicosociali, Enti Autorizzati. Le modifiche apportate alla legge 184 con la legge 476 che ratifica la Convenzione dell'Aja in materia di adozione internazionale, hanno introdotto nuovi soggetti quali gli Enti Autorizzati ai quali le coppie devono necessariamente conferire incarico per procedere ad una adozione.

Spesso per coppie ed operatori non è facile comprendere che il vero ruolo dell'Ente non consiste nella pura e semplice attività di "intermediazione".

I suoi compiti sono:

  1. rendere l'adozione internazionale una forma residuale rispetto all'Adozione Nazionale del bambino che gli consentirebbe di crescere nel Paese in cui è nato. Ratificando la Convenzione dell'Aja, l'Italia si è impegnata a collaborare con altri Paesi affinché siano sempre di meno i bambini costretti ad andare all'estero per essere accolti in una famiglia. E gli Enti Autorizzati sono protagonisti attivi di questo impegno, anche in collaborazione con altri organismi, pubblici o privati, italiani o stranieri, che si occupano di cooperazione allo sviluppo. Le coppie che aspirano all'adozione rappresentano, in questa strategia d'intervento, una risorsa preziosissima che sarà presa in considerazione dalle Autorità Straniere solo quando non esistano o non si possano attivare valide alternative.
  2. diffondere l'ottica di dare al bambino una famiglia. E' questa la cultura che gli Enti Autorizzati sono chiamati a diffondere, contro lo stereotipo dell'adozione internazionale come "scorciatoia" più veloce, facile e sicura.
  3. aiutare le coppie a valutare la corrispondenza tra la propria dichiarata aspirazione ad adottare un minore straniero e la realtà concreta dell'adozione internazionale, tanto sul piano dei principi normativi che regolano la materia, quanto su quello "operativo" degli scenari socio-culturali internazionali con cui in futuro i coniugi dovranno confrontarsi. E' importante che la coppia che si dichiara disponibile ad accogliere un minore straniero impari a percepire le leggi (italiane e straniere) sull'adozione non come un'interminabile corsa ad ostacoli, che si frappone indebitamente tra sé e il bambino.
  4. Aiutare la coppia a rispettare un insieme di regole e principi. Per questa ragione ampio risalto viene dato nella legge e nella Convenzione dell'Aja ai concetti di "disponibilità all'adozione internazionale", al "principio di sussidiarietà", al "supremo interesse del minore", ma soprattutto alle loro ricadute operative, posto che è dovere dell'Ente Autorizzato far si che essi non siano vuote dichiarazioni di principio.

La legge 476/98 all’art.39 ter indica i requisiti dell’Ente Autorizzato per ottenere e conservare l’autorizzazione ad operare all’art.31 e ne specifica il ruolo, i compiti e le funzioni.